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Segnalazione di nuovi tentativi di nidificazione di fenicotteri nel Sulcis

Cerchi nella sabbia: tentativi di nidificazione dei fenicotteri nel Sulcis o comportamento alimentare?

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Uscire per un’escursione in una delle più importanti aree umide costiere della Sardegna e imbattersi in decine e decine di misteriosi cerchi nella sabbia. Cerchi di forma così perfetta da risultare difficili da spiegare in un primo momento. Forse il risultato del comportamento alimentare dei fenicotteri o un loro tentativo di nidificazione al di fuori dell’areale di nidificazione già noto degli stagni di Cagliari.

Mercoledì 15 marzo 2017, ci troviamo a “Punta S’Aliga”, area umida costiera del Sulcis, fra Portoscuso e San Giovanni Suergiu (provincia di Carbonia-Iglesias), designata a Sito d’Importanza Comunitaria per la presenza di habitat e specie vegetali e animali di valore naturalistico internazionale.

Durante un’escursione a scopo didattico rivolta all’osservazione dell’avifauna decidiamo di visitare il lungo cordone sabbioso che caratterizza la morfologia costiera dell’area. Lo percorriamo per un breve tratto, finché non incontriamo strane formazioni circolari sulla sabbia. Decine, forse centinaia. Tutte le formazioni, del diametro di circa 60-80 cm, sono costituite da una collinetta semisferica centrale alta 10-12 cm circondata da un solco perfettamente circolare con fondo ondulato profondo 3-5 cm. Alcuni cerchi sono totalmente emersi, altri sono sommersi. Dai segni nella sabbia notiamo che ci troviamo in un momento di bassa marea, e il livello dell’acqua è almeno dieci centimetri più basso.

Sul posto, cerchiamo di dare una spiegazione all’origine dei cerchi formulando diverse ipotesi: la mano dell’uomo, l’effetto dei flussi di marea, l’opera di un pesce o di uccelli, abbozzi di nidi, eccetera. Su internet non troviamo nulla di simile a ciò che stiamo osservando.

Al ritorno a casa, Mauro pubblica una foto nel Gruppo Facebook della Società Italiana di Scienze Naturali (che ringraziamo) dove nasce subito un’utile discussione e si fa spazio l’ipotesi dell’opera dei fenicotteri. Nascono due principali teorie: quella del comportamento alimentare e quella del tentativo di nidificazione.

La prima teoria spiega la formazione dei cerchi e dei coni di sabbia facendo riferimento al modo in cui i fenicotteri si alimentano: smuovono la sabbia con le zampe e filtrano l’acqua col becco per nutrirsi di piccoli crostacei e alghe. L'abbassamento del livello di marea avrebbe poi messo in luce il risultato del comportamento alimentare dei fenicotteri. In effetti nell’area di Punta S’Aliga si possono osservare numerosi fenicotteri che la frequentano come zona di alimentazione. Se il fenomeno dei cerchi da noi osservato fosse il risultato del comportamento alimentare dei fenicotteri, è forse la prima volta che viene documentato con fotografie e mostrato al pubblico, e chiarirebbe molti aspetti del comportamento di questa specie.

La seconda teoria, invece, associa i coni e i cerchi ad abbozzi di nidi: i fenicotteri costruiscono i nidi come piccoli rilievi di sabbia o fango che raccolgono col becco distendendo il lungo collo e depositando il materiale al centro. Il periodo riproduttivo e la creazione delle colonie, inoltre, coincide, poiché avviene tra la fine di febbraio e il mese di marzo. Se questa teoria dovesse essere confermata, ci troviamo di fronte ad un tentativo di nidificazione dei fenicotteri rosa in un’area distante dall’areale di nidificazione degli stagni di Molentargius e di Santa Gilla, unici siti conosciuti in Sardegna dove i fenicotteri si riproducono con successo.

In ogni caso, le osservazioni evidenziano l’importanza del SIC Punta S’Aliga, e di tutte le zone umide del Sulcis, per la conservazione di questa specie.

Abbiamo purtroppo riscontrato nel SIC numerosi fattori di disturbo, come il passaggio di auto nel sistema dunale e l’abbandono di rifiuti. Questi fattori, oltre ad arrecare disturbo agli uccelli e ad impedire che eventuali tentativi di nidificazione abbiano successo, deturpano i fragili habitat che caratterizzano il sistema costiero di Punta S’Aliga.

È importante quindi che le amministrazioni comunali applichino quanto prima le misure di tutela previste per il SIC e adottino programmi di valorizzazione rivolti ad una fruizione responsabile e sostenibile del sito.

Gli evidenti segni lasciati dalle auto sulle dune di Punta S'Aliga

Testi e fotografie di Ivo Rossetti e Mauro Tolu



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