Italian English French German Portuguese Russian Spanish
  • Registrati

La geomorfologia della SardegnaLa geomorfologia della Sardegna è il risultato di avvenimenti geodinamici ed erosivi che hanno interessato la sua storia. Per capire meglio la geomorfologia della Sardegna è quindi necessario conoscere la sua storia geologica.

I rilievi montuosi

La quota media del rilievo sardo è di 380 m sul livello del mare. Ciò permette di considerare la Sardegna come prevalentemente collinare. Ma dal punto di vista paesaggistico, la regione presenta notevoli aspetti più strettamente montani, sebbene siano pochi gli esempi di paesaggi di tipo alpestre. I rilievi montuosi della Sardegna sono infatti molto antichi, e nel tempo i processi erosivi hanno spianato le asperità dai profili netti tipiche delle catene montuose più giovani, come le Alpi. Ciò, tuttavia, non toglie nulla alla bellezza del paesaggio montano della Sardegna, così vario e ricco di peculiarità. 

Il rilievo montuoso più elevato della Sardegna è il massiccio del Gennargentu, con i 1.834 m di Punta La Marmora. Seguono il Supramonte di Oliena, con i 1.463 m di Punta Corrasi, e il Limbara, con i 1.362 m di punta Sa Berritta. 

Nei rilievi costituiti da rocce scistose, più facilmente erodibili, prevalgono le cime arrotondate, come nei rilievi del Gennargentu e del Sulcis-Iglesiente, mentre nelle zone di affioramento del batolite granitico, come in Gallura, nel Sarrabus e parte dei rilievi del Sulcis, le forme sono molto più aspre e accidentate. In molti casi i pinnacoli di rocce granitiche, modellati dall'erosione, hanno forme buffe e inconsuete. Il Monte Ferru e il Monte Arci, nella zona centro-occidentale dell'isola, sono edifici vulcanici del Pliocene-Quaternario. Nel Monte Arci si possono osservare le cosiddette trebine (termine sardo che significa "treppiede"), che rappresentano il residuo della lava solidificata all'interno dei condotti vulcanici. Le più importanti sono tre (da qui il nome) e si innalzano come grosse torri per diverse decine di metri dal terreno circostante.

Il Monte Albo, dei rilievi calcarei orientali, è un esempio di struttura a flower, formatosi per l'accavallamento di diversi strati di calcari per effetto di eventi tettonici compressivi. Tutt'attorno al monte si possono osservare blocchi enormi distaccatisi e precipitati a valle durante i processi che hanno generato il monte. Nella parte centro-orientale dell'isola troviamo i cosiddetti tacchi dell'Ogliastra, veri e propri blocchi dolomitici dislocati a diverse altezze che formano pareti a strapiombo alte fino a cento metri, meta di molti free climbers. In tutte le aree calcaree della Sardegna il carsismo ha lavorato intensamente generando numerose grotte, doline, gole e, nel Supramonte di Urzulei e Oliena (NU), ha originato uno dei sistemi carsici più complessi e interessanti del mondo, e in gran parte ancora da esplorare e definire.

GennargentuMonti del Gennargentu, a sinistra, e creste del Monte Limbara, a destra. Si nota come la diversa natura geologica dei due massicci (scistosa nel primo caso, granitica nel secondo) si riflette sulla morfologia.

 

La Valle di Lanaitto, tra i rilievi calcarei del Supramonte di Oliena (NU)
La Valle di Lanaitto, tra i rilievi calcarei del Supramonte di Oliena (NU)

 

Le pianure

Per ciò che riguarda le aree di pianura, il Campidano costituisce la principale area planiziale, con un estensione di 1.850 kmq, nata da uno sprofondamento tettonico nel Quaternario. Seguono la valle del Cixerri, la piana di Chilivani-Berchidda, le pianure della Nurra e del Logudoro, e alcune piane minori. Anche gli altopiani sono importanti per la notevole estensione territoriale. Nella maggior parte dei casi sono generati da coperture vulcaniche plioceniche. Il più esteso è l'altopiano della Campeda e di Abbasanta (tra le province di SS, OR e NU). Altri altopiani più piccoli, chiamati giare, sono molto conosciuti per le loro peculiarità naturalistiche e paesaggistiche. In particolare la giara di Gesturi (VS) è la più famosa, soprattutto per la presenza dei cavallini, ma anche per i numerosi stagni temporanei (paùli) che si formano sul pianoro. 

Le coste

La morfologia costiera è assai varia. Prevalgono le coste alte e rocciose, spesso interrotte da piccole calette nascoste. Davvero incantevoli sono le coste rocciose del golfo di Orosei, quelle nei pressi di Iglesias e presso Alghero. Le spiagge più estese si trovano nel golfo di Cagliari, di Oristano e dell'Asinara. Le spiagge delle coste meridionali e occidentali spesso raggiungono estensioni enormi, quasi come piccoli deserti, con dune "vive" o stabilizzate dalla vegetazione. L'esempio più interessante è quello delle dune di Piscinas, in territorio di Arbus (CI). È un piccolo deserto con dune vive che raggiungono i 100 m di altezza e si spingono per tre chilometri nell'entroterra. 

L'isolotto del Pan di Zucchero e Lo scoglio S'Agusteri, presso le coste di Nebida (CI)
L'isolotto del Pan di Zucchero e Lo scoglio S'Agusteri, presso le coste di Nebida (CI), monumenti naturali della Regione Sardegna

 

Cartina Fisica della Sardegna

Cartina fisica della Sardegna

Ivo Rossetti - Sardegna Natura 09/01/2012


Riferimenti

Camarda I., 1993. Montagne di Sardegna. Società Sarda di Scienze Naturali. Carlo Delfino editore. Sassari.

Ginesu S. Aspetti geomorfologici delle montagne sarde.

• RAS, 2016. Regione Autonoma della Sardegna. Sardegna Geoportale. URL: http://www.sardegnageoportale.it/

Torna su

X

Attenzione!

Gentile utente, i contenuti di questo sito web sono coperti da Copyright (vedi Politiche del sito). Per qualsiasi informazione contattaci utilizzando il nostro modulo contatti.