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Storia della Sardegna

Breve parentesi austriaca e periodo sabaudo

Nel 1708 gli austriaci occuparono militarmente la Sardegna, che nel 1713 divenne ufficialmente di proprietà degli Asburgo. Ma cinque anni più tardi, col trattato di Londra, il Regno di Sardegna fu ceduto ai duchi di Savoia, principi di Piemonte.

I piemontesi portarono avanti un progetto per introdurre nell'isola la lingua italiana, dove si ricorreva al castigliano e al catalano anche negli atti ufficiali. Vennero inoltre avviate opere di fortificazione e riassetto urbanistico, che portarono nell'isola numerosi ingegneri e architetti piemontesi, lombardi e liguri.

Nel 1793 il Parlamento sardo chiese al governo sabaudo maggiore autonomia, e ottenuto un rifiuto, si scatenò una sommossa antipiemontese che costrinse il viceré ad abbandonare l'isola.

Dal 1799 al 1814 la corte sabauda si trasferì da Torino a Cagliari a causa dell'avanzata di Napoleone in Italia.

Sotto il regno dei re Carlo Emanuele II di Sardegna, Vittorio Emanuele I di Sardegna e Carlo Felice (dal 1799 al 1831) si ebbero importanti opere tra cui l'edificazione della strada tra Cagliari e Porto Torres che porta il nome di Carlo Felice (già vicerè tra il 1799 e il 1806 e tra il 1814 e il 1821). Il 6 ottobre 1820 fu emanato il Regio editto sopra le chiudende, sopra i terreni comuni della Corona, e sopra i tabacchi, nel Regno di Sardegna, la cui applicazione, nel 1823, sconvolse profondamente l'assetto territoriale e socio-economico dell'Isola. Secondo l'editto tutti i proprietari potevano recintare (tancare) i propri terreni (che fino ad allora erano gestiti come terre comuni col sistema del vidazzone e del paberile). In realtà, solo i grandi proprietari chiusero i terreni e molti pastori e contadini restarono esclusi dalla proprietà. Le proprietà così definite vennero, nella maggior parte dei casi, date in affitto a ditte esterne. Quasi sempre queste ditte erano vere e proprie industrie del legname. Così iniziò la devastazione dei boschi ultrasecolari della Sardegna. Il legname, di ottima qualità, venne utilizzato per costruire le traversine delle ferrovie di tutta Italia. Così si configurò l'attuale quadro del paesaggio vegetale della Sardegna.

Il re Carlo Alberto di Sardegna (1831-1849) abolì nel 1836 tutti i diritti di tipo feudale, aggravando tuttavia la pressione fiscale.

Nel 1861 venne proclamato a Torino il Regno d'Italia, mettendo fine al Regno di Sardegna.

 

Testo di Francesca Tolu

 

Periodi

Dall'arrivo dell'uomo all'Età del Rame

La Civiltà Nuragica

L'arrivo di nuovi popoli

I Giudicati

Il dominio spagnolo

Breve parentesi austriaca e periodo sabaudo

La Sardegna italiana

Riferimenti Bibliografici



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